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| Robinho scappa in Brasile City furioso con il Milan Il brasiliano si era fatto garante dei piani di rilancio della societą inglese presso Kaką. Dopo il "no" del milanista ha abbandonato il ritiro della squadra a Tenerife ed č rientrato in patria. Intanto la dirigenza critica il comportamento del club rossonero Robinho, 25 anni il 25 gennaio, č arrivato nel 2008 al City. Reuters TENERIFE (Spagna), 20 gennaio 2009 - Č uscito dal campo. E poi č partito addirittura per il Brasile. Robinho ha preso malissimo il "no" di Kaką all'offerta del Manchester City: si era fatto in qualche maniera fatto garante dei piani di rilancio del club inglese, e quando ha saputo della chiusura della trattativa ha lasciato il ritiro di Tenerife, sembra dopo un diverbio con il tecnico Hughes. Il City non ha voluto rilasciare commenti sulla partenza del giocatore, ma il direttore esecutivo Garry Cook, di ritorno dall'Italia con il "no" di Kaką alle spalle, ha dichiarato alla Bbc che si tratta di una "violazione della disciplina interna. Sto aspettando una relazione completa sull'accaduto". Proprio Cook, intervistato dalla BBC questa mattina, ha espresso la sua rabbia per il comportamento del club rossonero, che ha prima messo "in vendita" Kaka e poi all'ultimo momento, preso dal panico ha deciso di rifiutare l'offerta. E non ha risparmiato critiche neppure ai rappresentanti del giocatore, pił interessati all'aspetto economico che non sportivo della trattativa. "Il giocatore era chiaramente in vendita - ha dichiarato Cook alla Sky britannica -. Avevamo raggiunto un accordo confidenziale gią diverse settimane fa, ma secondo me il Milan si č tirato indietro per paura. Dopo tre o quattro incontri era parso abbastanza chiaro che Kaką fosse in vendita e noi eravamo stati piuttosto chiari sull'intenzione di ingaggiarlo. Nell'ultimo incontro perņ sono emerse questioni che non potevano essere risolte, credo che la politica e la pressione dell'opinione pubblica abbiamo di fatto cambiato lo scenario". Il numero uno del Manchester City ha ribadito che nessun emissario del club ha mai presentato un'offerta economica a Kaką. "Non abbiamo mai incontrato il giocatore. Ci siamo visti con il suo procuratore (il padre Bosco Leite, ndr) per discutere solo gli aspetti commerciali", le parole di Cook, secondo cui i soldi hanno svolto un ruolo cruciale nella trattativa. "Avremmo voluto avere Kaką con noi in quest'avventura sportiva, invece loro erano interessati solo all'aspetto fiscale - ha aggiunto Cook -. Le trattative con i grandi campioni sono pił che complicate. Abbiamo parlato con suo padre, ci ha detto che era interessato al progetto. Quando stavamo discutendo gli aspetti umani legati al trasferimento a Manchester, la conversazione č tornata sulle questioni economiche".
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